Yodel, il gattino bianco che ama i computer…

Yodel - gattino bianco
Yodel al lavoro

Questo è “Yodel”, uno dei gattini randagi che il mio compagno e io abbiamo ospitato in casa un po’ di tempo fa.

Lui è l’unico a non essere stato adottato: c’era stata una prenotazione, ma la potenziale nuova famiglia ha rinunciato quando si sono resi conto che non è una femmina.

Attendiamo fiduciosi che qualcun’altro si faccia avanti per un’adozione, ma nel frattempo lui si è adattato bene a vivere con noi.
In effetti sembra gradire molto il vecchio eeePC che ho resuscitato usando Browser Linux.

Ecco il link alla scheda di adozione.

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Il tuffatore di Paestum

Il tuffatore di Paestum

Museo Archeologico Nazionale di Paestum, luglio 2013

“Forza, andiamo!”

Silvia strinse le pieghe del vestito estivo e non si mosse: non voleva disobbedire a suo padre, ma non voleva nemmeno allontanarsi dalle lastre dipinte.

Mentre osservava la lastra di fronte a lei, raffigurante un uomo che si tuffa da colonne altissime, ripensava alle parole del padre che, pochi minuti prima, le aveva spiegato il significato di quelle immagini che così tanto l’avevano colpita:

“Chi è questa persona, papà?”

“Questo è un uomo che ha vissuto qui vicino tantissimi anni fa. Era il proprietario di queste lastre dipinte, che decoravano la sua tomba”.

“E perché si sta tuffando?”

“Non lo possiamo sapere con sicurezza, queste immagini sono molto antiche…”

“Ma secondo te, perchè si tuffa? È in piscina?”

“Qualcuno dice che queste immagini siano un simbolo”.

“Un simbolo?”

“Sì, rappresentano un’azione che si può paragonare a un’altra più complessa”.

“Quindi il signore non si sta tuffando?”

“Secondo gli studiosi, il trampolino rappresenta le colonne d’Ercole, cioè il confine del  mondo, e l’acqua rappresenta la morte. Quindi l’uomo nella figura si sta tuffando nel mare dell’aldilà. Il tuffo è una rappresentazione della morte”.

“Ma poi torna?”

“No, cara, purtroppo quando si muore non si può più tornare indietro”.

Coi suoi sette anni, però, Silvia non riusciva a capire, e continuava rimuginare sulle parole del padre e a osservare le immagini sulla lastra cercando una risposta: se questo “aldilà” è un mondo che si raggiunge a nuoto, perché chi ci arriva non può tornare indietro, o telefonare?
E perché una persona dovrebbe volontariamente tuffarsi in un posto da cui non si torna più?

L’anno prima era stata al funerale della nonna e aveva visto le persone che piangevano. Anche lei aveva pianto, ma solo qualche giorno dopo, quando le avevano detto che la nonna non si poteva più andare a trovare perché non c’era più e non sarebbe più tornata.

Avrebbe voluto chiedere a suo padre se anche la nonna era col nuotatore, ma si capiva che ormai il papà si stava spazientendo.

Salutò nella sua mente il nuotatore e la nonna, che forse era lì con lui, e corse dai genitori, stringendo forte le loro mani e sperando di non doverli mai salutare per sempre.


 

In risposta a The Daily Post: “Finite Creatures.”

Un pensiero per Satoru Iwata

Lo scorso undici di luglio, a soli 55 anni, si è spento Satoru Iwata, presidente di Nintendo.

Per chi lavora nel settore dei videogiochi, ma anche per chi, come me, è cresciuto giocando, Satoru Iwata è un nome importante, una pietra miliare che ha influenzato sia il settore, che la vita di tante persone.

Basta andare a vedere l’hashtag #thankyouiwata su Twitter, per rendersi conto dell’enorme influenza che Satoru Iwata ha avuto sui videogiocatori di tutto il mondo.

Artwork ufficiale di Kirby in Kirby: Squeak Squad
Artwork ufficiale di Kirby in Kirby: Squeak Squad
Autore: Nintendo – HAL Laboratory.
Originale: http://kirby.classicgaming.gamespy.com

Satoru Iwata era molto amato non solo perché il suo nome è legato a videogiochi che sono stati importanti per ragazzi di più generazioni (Balloon Fight, Kirby, Super Smash Bros., Pokémon), ma anche per la sua personalità solare, per come si è sempre considerato un giocatore prima che un manager e per la sua volontà di promuovere i videogiochi come uno strumento di divertimento per tutti, senza lasciare fuori nessuno.

Nintendo WiiIl motivo per cui la morte di Satoru Iwata mi ha scossa profondamente però è molto personale: Satoru Iwata, tra le alre cose, si è occupato dell’ideazione del lancio del Nintendo Wii.

Quando ho comprato questa console, vivevo ancora con i miei genitori, e per la prima volta dopo tanto tempo è successo qualcosa di magico: abbiamo giocato insieme.

Il Nintendo Wii, con la sua facilità d’uso e i suoi giochi semplici ma diverteni, mi ha permesso per la prima volta di condividere con la mia famiglia la mia passione per i videogiochi, il divertimento, le emozioni.

Lotus Turbo Challenge

Certo, all’epoca di Amiga 600 io e mio padre ci cimentavamo spesso in lunghe sfide a Lotus Turbo Challenge 2, ma allora ero una bambina, e poi non è più successo.

Uno dei ricordi più cari è di qualche Natale fa, quando tutta la famiglia era riunita per festeggiare e ci siamo lanciati in una sfida al Bowling di Wii Sports: ricordo benissimo, tra le altre cose, il volto sorridente di mio zio, che si divertiva insieme a me, e che è mancato da poco.

Wii Sports - Bowling

Anch’io devo quindi ringraziare Satoru Iwata per avermi permesso di condividere momenti spensierati con persone a me molto care.

Satoru Iwata era uno dei “buoni” del settore dei videogiochi, e se ne è andato troppo presto.

Per chi conoscesse l’inglese, lascio questo articolo di Wil Wheaton, che ha ispirato il mio articolo e spiega molto bene perché Satoru Iwata fosse uno dei grandi e uno dei buoni nel mondo dei videogiochi.