La suprema follia del mondo

Citazione di Re Lear, Atto 1, 2

Tale è la suprema follia del mondo, che quando siamo presi dalla mala sorte – spesso in conseguenza dei nostri stessi eccessi – diamo la colpa dei nostri disastri al sole, alla luna e alle stelle; come se fossimo furfanti per necessità, sciocchi per costrizione celeste, bricconi, ladri e traditori per effetto dell’oroscopo, ubriaconi, bugiardi e adulteri per una obbedienza obbligata all’influsso dei pianeti, e cadessimo male per spinta divina.

William Shakespeare, Re Lear, Atto 1,2

Ho trovato questa citazione su un libro di James Randi, “La maschera di Nostradamus“.

Il libro è di qualche anno fa, e tratta in modo puntualissimo, ma con sottile ironia, della vita di un uomo vissuto in un passato ormai remoto.

L’eccezionale analisi di Randi permette di percepire e capire il parallelismo tra la percezione dell’occulto e delle profezie che avevano gli uomini del passato, e la superstizione di oggi.

Ho trovato quindi doppiamente calzante la citazione di Shakespeare presente nel libro, sia perché ne condivido il pensiero, ma anche perché è un esempio perfetto della grandezza di Shakespeare: tale era la profondità con cui analizzava il pensiero umano, che i suoi scritti sono ancora attualissimi dopo così tanto tempo.

Con questa sorta di “inception” di libri, consiglio, dunque sia la lettura di Re Lear (e di Shakespeare in generale), che quella di “La maschera di Nostradamus”: nel libro di Randi si trovano infatti un gran numero di informazioni in merito a questo personaggio così affascinante, e il libro è al tempo stesso istruttivo e divertente.

Annunci